La collana ARS ILLUMINANDI ripropone antichi capolavori, custoditi presso importanti biblioteche e musei, in preziose e accurate edizioni in facsimile.
Manoscritti miniati del Rinascimento, portolani e carte geografiche che raffigurano terre appena scoperte, cimeli consultabili e fruibili non senza difficoltà da pochi accreditati studiosi, divengono accessibili al bibliofilo attraverso riproduzioni che si accostano all'originale in maniera soprendente, grazie al sapiente utilizzo delle più moderne tecnologie integrate con lavorazioni artigiane di maestri legatori che ancora oggi operano secondo i metodi e l'arte dei colleghi rinascimentali.
Sfogliare un codice miniato è come entrare in un museo, percorrere, attraverso le carte, un incantevole viaggio nelle favolose regioni di un’arte raffinata, aristocratica. Benché partecipe a pieno titolo della civiltà della pittura, la miniatura rimane un’arte riservata, quasi segreta, creata appositamente per la gioia degli occhi e della mente di uno solo: opera eccelsa da ostentare, bene dotale di una principessa da maritare, libro d’ore per la meditazione intima, memoria storica o codice di scienza per l’erudito; opera a cui legare il proprio nome nei secoli a venire, ben rilegata, da riporre nel sancta sanctorum della libreria.

Un facsimile, secondo le norme dettate dall’Institut International du Livre en Facsimilé, consiste nella «riproduzione tecnica e meccanica di un modello originale bidimensionale, con l’obiettivo di ripetere il più possibile ogni elemento interno ed esterno dell’originale, attraverso l’impiego di tutti i mezzi tecnici necessari, al fine di garantire la conservazione dell’opera originale e di diffondere l’opera medesima per soddisfare tanto gli interessi scientifici che quelli artistici. Un facsimile deve essere realizzato nel migliore dei modi per essere in grado di sostituire l’originale per la ricerca scientifica e per soddisfare le esigenze dei bibliofili»

Benché l’invenzione di Gutenberg ne abbia decretato la fine ormai da mezzo millennio, intorno al libro miniato aleggia ancora un’aura misteriosa, un mito di inviolabilità, non scalfito dall’accresciuta conoscenza grazie agli studi e alle mostre dell’ultimo secolo. Perché ben poco è cambiato; forse soltanto il luogo di conservazione, da quando la libreria privata ha dovuto cedere il passo alla biblioteca pubblica che, per sacrosante ragioni di tutela, ha drasticamente limitato la consultazione e i prestiti espositivi. Così, mentre abbondano le possibilità di ammirare direttamente nei musei e nelle città d’arte i capolavori della pittura, della scultura, dell’architettura o di tante altre espressioni della creatività, i libri mi-niati dei grandi maestri rimangono riservati, nascosti, di fatto inaccessibili.

Fortunatamente, ora, ci soccorre una nuova arte – l’arte del facsimile – che consente di svelare queste straordinarie opere altrimenti invisibili.

La realizzazione di un codice miniato in facsimile – dunque integralmente conforme all’originale e da distinguersi nettamente da ogni altro tipo di riproduzione, anastatica compresa – è, fuori da ogni retorica, una vera e propria operazione artistica in quanto richiede lo stesso habitus dell’autore e la stessa maestria, sebbene con mezzi diversi. Già la scelta dell’opera comporta una progettazione culturale affine al proposito del mecenate. L’esecuzione non è più affidata al miniatore e al copista, ma ad uno staff pluridisciplinare capace di coniugare tecnologie moderne e antiche manualità per approdare a un esito finale degno della qualità artistica richiesta dai committenti rinascimentali. Alla pittura a minio e alla scrittura dell’amanuense è subentrata la tecnologia informatica, che va tuttavia costruita e applicata non meccanicamente, ma foglio per foglio, con la sapienza e la creatività dell’artista; il supporto non è più quello pergamenaceo, ma una carta opportunamente scelta perché appropriate impressioni tipografiche rimandino agli effetti cromatici e tattili originari; la cucitura e la rilegatura, ancora completamente manuali, possono essere affidate soltanto ai rari, esperti artigiani ancora depositari di antichi mestieri e tanto abili da espri-mere sorprendenti soluzioni creative.
Come al tempo dei miniatori, il facsimile viene dunque costruito carta per carta, con lo stesso amore di chi creò l’originale e con l’ambizione di raggiungere quell’altissimo livello qualitativo che possa permettere il confronto con l’originale.

L’edizione di un facsimile è anche la più opportuna occasione per studiare a fondo l’opera nel proprio contesto storico e artistico. Il volume di commentario, che sempre accompagna il codice, ne costituisce parte integrante e si qualifica come strumento indispensabile per “leggere” le pagine di una sorprendente avventura artistica.

Tutte le nostre edizioni – autorizzate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali o dall’Istituzione che conserva l’originale – sono esclusive e a tiratura limitata. Ogni esemplare è numerato e certificato per garantire al bibliofilo e all’amatore d’arte la personalizzazione dell’opera e il suo intrinseco valore collezionistico e patrimoniale.
L’opera in facsimile è dunque l’unico mezzo per vedere l’invisibile e per possedere direttamente un tesoro della storia dell’arte.