Edizione in facsimile con commentario, due volumi di cm 43x30 in cofanetto, legatura in seta con impressione in oro a caldo


ISBN 978-88-86251-86-0

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GAETANO ZOMPINI
Le arti che vanno per via nella città di Venezia




Un’enciclopedia figurata di mestieri ambulanti

La suite è una raccolta di sessanta incisioni all’acquaforte stampate per la prima volta nel 1753 dai torchi di Antonio Maria Zanetti, editore e intellettuale tra i più in vista nella Serenissima, che volle commissionare all’artista prediletto una sorta di enciclopedia illustrata dei mestieri ambulanti che animavano le calli della città. Gaetano Zompini «inventò, disegnò, ed incise» i rami, mentre un altro sodale, don Questini – parroco di Santa Maria Mater Domini –, al piede di ogni arte ritratta aggiunse una terzina rimata per descriverla.

Gaetano Gherardo Zompini nacque a Nervesa nel 1700. A Venezia, dove visse, si dedicò alla pittura ad affresco e a olio, eseguendo opere per chiese e palazzi cittadini (co­me la cupola di San Niccolò da Tolentino) e veneti (tem­pere a soggetto biblico per Palazzo Sturm a Bassano), ma anche per le corti di Spagna e Moscovia, nonché, tra l’altro, dei Baccanali destinati all’Inghilterra; otto tele mitologiche eseguite per il veneziano Palazzo Zinelli sono ora al Castello di Mosznej, in Repubblica Ceca.
Zompini abbracciò, come ci informa la Memoria, «ogni genere di Pittura tanto in grande, che in piccolo»; ma fu particolarmente prolifico nel campo dell’incisione, grazie a «una facilità, sua particolare, nell’inventare».

La Venezia delle Arti di Gaetano Zompini è una capitale che vive gli ultimi bagliori della sua secolare potenza; è la Venezia di Carlo Goldoni, il grande commediografo contemporaneo dell’incisore e attivis­simo, al tempo della prima uscita delle acqueforti zompiniane, nella sua produzione teatrale. Così come le commedie di Goldoni dipingono nel dettaglio le tante sfaccettature della società veneziana, le illustra­zioni di Zompini compendiano graficamente usi e costumi quotidiani: una lente d’ingrandimento della vita nelle calli, di un popolino in mille faccende affaccendato.
Le terzine che accompagnano l’illustrazione di ogni arte completano in modo decisivo, con il loro dialetto veneziano, l’affresco, regalandoci una piccola enciclo­pedia di informazioni sulla cultura materiale della Venezia di metà Settecento.

John Strange, il cittadino inglese che, risiedendo a Venezia, nel 1784 aveva comprato i rami originali e riunito nuovamente le Arti in volume, ordinò una seconda edizione in folio pochi anni dopo, nel 1789, a Londra: è l’epoca d’oro del grand tour continentale intrapreso da tanti giovani intellettuali britannici e Venezia è ancora una delle mete più sognate. Si ebbero poi altre due edizioni, fino alla quinta del 1803, sempre londinese, di Lackington, Allen & C.

Tra i pochi esemplari originali noti ancora conservati in collezioni pub­bliche e private dell’opera più celebre di Gaetano Zompini primeggia quella della Biblioteca Estense Uni­versitaria di Modena, datata in fron­tespizio 1753: è quindi da supporre si tratti di una prima edizione.

Il volume, rilegato a mano, ha una coperta in seta con lo stemma, impresso in oro, della casata originariamente proprietaria dell’opera; è custodito in apposito cofanetto insieme al commentario e al certificato di garanzia numerato.

Questa opera, realizzata su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali / Biblioteca Estense Universitaria di Modena,  che funge anche da coeditore, ripropone integralmente in facsimile l’originale modenese della suite di sessanta incisioni di Gaetano Zompini, datata Venezia 1753, nello stesso formato di 430 × 295 mm.
La stampa, su carta Fabriano Vergatona, è stata effettuata in litografia offset in tricromia con successive impressioni a rilievo.
La tiratura dell’opera è in centoquarantanove esemplari numerati e certificati. Altri dieci esemplari, fuori commercio e numerati da i a x, sono riservati ai coeditori. Cinque esemplari fuori commercio e numerati da xi a xv appartengono all’archivio del Bulino.


 
 
 

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